Acciaierie d'Italia

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L’ex-Ilva di nuovo in amministrazione straordinaria: cosa succederà adesso?

Per la seconda volta in meno di dieci anni il siderurgico di Taranto, oggi Acciaierie d’Italia, è finito in amministrazione straordinaria. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ammesso all’istituto dell’Amministrazione Straordinaria Acciaierie d’Italia, accogliendo l’istanza presentata il 18 febbraio scorso dal socio di minoranza Invitalia. La strada resta in ogni caso in salita per i propositi del Governo.

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AmbienteAttività ed EventiGiustizia sociale

Santa Cecilia al fianco dei lavoratori dell’ex-Ilva

Stamattina abbiamo aperto le porte del Natale tarantino, il più lungo d’Italia, ai lavoratori della fabbrica. Sulle note della pastorale, abbiamo offerto pettole all’ingresso del primo turno e all’uscita dell’ultimo. Il clima che abbiamo trovato è di spaesamento e scoramento riguardo a una situazione che ha nella precarietà e nell’incertezza del futuro le sue note preponderanti. La fabbrica continua a essere un luogo a rischio di incidente rilevante e senza prospettive, con il Governo preoccupato unicamente dall’idea di un aumento della produzione in assoluto conflitto con l’ambiente e la salute della popolazione.

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Ambiente

Ieri prima udienza della Corte di Giustizia Europea sul caso ex-Ilva

Ieri a Lussemburgo c’è stata la prima udienza della Corte di Giustizia europea, chiamata dal Tribunale di Milano a esprimere il suo parere vincolante sulla gestione della questione Ilva da parte dell’Italia. Nella seduta di ieri sono state ascoltate le parti e, ovviamente, Governo, Acciaierie d’Italia e Ilva in A.S. hanno dichiarato di essere in regola con le norme, cosa opinabile nonostante queste siano state scritte a posta per favorirla.

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AmbienteApprofondimento Ambiente, Energia e RifiutiBlogPolitica

Mancanza di soldi, inquinamento e guai giudiziari: Ilva mai stata così vicina alla chiusura

Martedì scorso la Commissione Attività produttive della Camera ha ascoltato in audizione il presidente di Acciaierie d’Italia Franco Bernabè sulle prospettive industriali del siderurgico di Taranto. Specificando, come risaputo, di non avere poteri gestionali, che sono in capo al socio privato ArcelorMittal, Bernabè ha sostanzialmente, e chiaramente, definito il quadro di un declino annunciato. Una serie di grane di difficilissima soluzione, cui si sono aggiunte anche quelle giudiziarie legate alla Corte UE, al TAR e alle nuove indagini dei Carabinieri del NOE. In questo post le analizzeremo una ad una per rendere più chiara la situazione.

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Ambiente

UE: «Illegittime le autorizzazioni ambientali al siderurgico di Taranto»

Accade in questi giorni che la Commissione europea nella memoria depositata alla Corte di Giustizia Ue che il prossimo 7 novembre discuterà la questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Milano a proposito della Direttive Ue sulle emissioni industriali, affermi che «Quando la violazione presenta un “pericolo immediato” per la salute umana o minacci di provocare ripercussioni “serie ed immediate” sull’ambiente», la Direttiva «prevede che l’esercizio dell’installazione deve essere sospeso fino al ripristino della conformità»

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Ambiente

I nodi d’acciaio vengono al pettine

Acciaierie d’Italia starebbe per uscire dalla federazione di categoria delle imprese siderurgiche italiane. Si tratterebbe di un’ulteriore frattura fra l’azienda e il tessuto economico nazionale, dopo le note diatribe fra la componente privata (che detiene il 62% della società) e quella pubblica (38%). Da più parti si paventa anche un possibile commissariamento di AdI da parte del Governo, con l’idea di coinvolgere un nuovo privato, ma questa ipotesi è frenata dal serio rischio che lo Stato si trovi a dover pagare ingentissime penali ad ArcelorMittal, così come previsto dal contratto del 2018. Altre fonti non confermate, sostengono finanche la presenza di un dossier che prevederebbe la messa in liquidazione dell’azienda.

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Ambiente

La Procura di Taranto torna a indagare sull’ex-Ilva

È notizia di questa mattina: nella fabbrica sono entrati i carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico), su mandato dei pm Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo. Si ipotizzano pesanti reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Al centro dell’attenzione, ancora una volta, il benzene, sostanza altamente cancerogena. Già da mesi le autorità sanitarie in concerto con Arpa Puglia, avevano allertato il Comune di Taranto riguardo le emissioni di questa sostanza inquinante. Per questo motivo si era mossa l’amministrazione, con l’ordinanza sindacale del 22 maggio scorso, su cui si esprimerà il TAR di Lecce, il prossimo 26 ottobre.

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Ambiente

Ex-Ilva: ho visto lei che frega lui, che ammazza noi

Semi citando il testo di una nota canzone, secondo indiscrezioni, lo Stato Italiano intenderebbe immettere ancora fondi sullo stabilimento ex-Ilva per mano del Ministro Fitto (lui), mentre l’AD Morselli si impegnerebbe in modo che al momento risulta quanto mai vago sul cambio di marcia nella gestione operativa (lei) che non ci sarà.

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Ambiente

Ex-Ilva: c’è più futuro spegnendo la fabbrica

I sindacati confederali hanno scritto una lettera alla Presidente del Consiglio Meloni per chiedere un intervento salvifico per l’ex-Ilva di Taranto. Invitiamo, ancora una volta, i sindacati a riconsiderare la propria posizione, per abbracciarne una di maggior prospettiva costituita dalla programmazione di un futuro senza la fabbrica. L’apertura di un grande laboratorio partecipativo sul modello della Ruhr che sia in grado di traguardare verso nuovi orizzonti l’economia del territorio e i lavoratori verso un nuovo e sano impiego.

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